La vendita forzata, essendo un (sub-)procedimento che si inserisce nel processo esecutivo, il cui nucleo essenziale è costituito dalla combinazione tra un provvedimento dell’organo esecutivo ed un atto giuridico unilaterale di natura privata (offerta del terzo acquirente), non è regolata dalla disciplina di quella volontaria – a cominciare da quella in tema di interpretazione, ma per proseguire con quella in tema di vizi della volontà o validità del vincolo negoziale – ma resta piuttosto regolata da una disciplina speciale, nella quale si ravvisano soltanto alcuni dei principi generali della vendita volontaria, assorbiti e coordinati in vista delle esigenze pubblicistiche del procedimento – esecutivo – in cui essa si inserisce.

Sebbene sia stato, dalla giurisprudenza di legittimità, individuato il mezzo idoneo a far valere l’aliud pro alio nella vendita giudiziaria, individuandolo in quello interno al processo esecutivo dell’opposizione agli atti esecutivi, soggetto al termine decadenziale di cui all’art. 617 cod. proc. civ., si pone una sostanziale distinzione, in ordine all’estensione della disciplina dell’art. 2922 cod. civ., tra vizi della cosa e mancanza di qualità, da un lato, e consegna di aliud pro alio, dall’altro lato.

Commento a Corte di cassazione, Sezione 3 Civile, con l’ordinanza del 24 gennaio 2023, n. 2064

https://www.puntodidiritto.it/vendita-esecutiva-aliud-pro-alio-e-esclusione-garanzia-per-vizi-cosa-venduta/

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